Michael Jackson

Michael Jackson
Una morte poco chiara - Nuova edizione
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giovedì 8 agosto 2013

Michael Jackson, dubbi sulla scomparsa

Nonostante la condanna inflitta al dottor Conrad Murray, accusato di omicidio involontario per aver causato la morte di Michael Jackson con una dose letale di propofol, un potente sedativo, circolano ancora voci di una possibile esistenza ancora in vita del Re del pop e che il suo medico lo stia proteggendo recitando la parte del responsabile della sua morte.

Sono ancora in tanti, infatti, a credere che Michael Jackson sia ancora vivo e sulla sua morte è stato scritto anche un libro intitolato "Michael Jackson - Una morte poco chiara", scritto da Mirjana Kovacic.
L'autrice, in questo suo libro, raccoglie le notizie e le testimonianze emerse dal 25 giugno 2009, data della scomparsa di Michael Jackson, coinvolgendo il lettore a porsi delle domande su una morte che ha lasciato il mondo sotto shock.

sabato 22 ottobre 2011

Michael Jackson, sciolto ogni dubbio


Ormai non ci sono più dubbi. Michael Jackson è morto per una dose eccessiva di Propofol ed il processo al dottor Conrad Murray potrebbe concludersi tra breve.
Il medico personale del Re del Pop e unico imputato per la sua scomparsa avvenuta il 25 giugno 2009, potrebbe essere a un passo dalla condanna. La testimonianza dell'esperto medico specialista anestetista, Steven Shaffer, ha inflitto un duro colpo all'imputato.
Infatti, lo specialista si è fatto portare in aula tutta la strumentazione necessaria per fare una iniezione di Propofol e ha dimostrato che una quantità di anestetico come quella rinvenuta nel sangue di Michael all'autopsia è compatibile con una sola somministrazione.
Secondo Steve Shaffer, il dottor Conrad Murray è l'unico responsabile della morte di Michael Jackson, avendogli somministrato il Propofol.

Sulla morte di Michael è stato scritto anche un libro, intitolato "Michael Jackson - Una morte poco chiara", dove l'autrice, Mirjana Kovacic, raccoglie i dubbi riguardo le notizie emerse dal 25 giugno 2009, data della scomparsa di Michael Jackson, coinvolgendo il lettore a porsi delle domande su una morte che ha lasciato il mondo sotto shock.

giovedì 22 settembre 2011

Michael Jackson: aggiornamento sul processo




Mancato utilizzo di adeguate attrezzature di monitoraggio: Murray avrebbe dovuto monitorare la pressione arteriosa, l'attività cardiaca e la respirazione.
La mancata notifica ai paramedici e al medico dell'UCLA Murray sui farmaci che aveva somministrato a Michael.
La mancanza di monitoraggio e registrazione dei segni vitali.
La mancanza di essere presente e vigile. Quando si somministra questo mix di farmaci, soprattutto in presenza di Propofol, ci possono facilmente essere dei gravi problemi. Si deve essere sempre presenti e vigili. Se si ha il bisogno di allontanarsi, si dovrebbe essere sostituiti da un aiutante in grado di effettuare il monitoraggio. Se ci si allontana “possono succedere delle cose molto brutte”. Si può rientrare nella stanze e trovare il paziente che non respira più. Non importa cosa si deve fare, il medico è responsabile al 100% per la sicurezza del paziente.
Il mancato conferimento un'adeguata assistenza di supporto vitale
La mancanza della chiamata al 911
Il mancato utilizzo di un pallone Ambu con l'ossigeno .
Ha fatto il massaggio cardiaco con una sola mano: “TOTALMENTE INUTILE”.
Se non è possibile sollevare il paziente da solo, si fa scorrere la mano fino a quando la testa del paziente è sopra il vostro avambraccio poi si fa scorrere il paziente a terra.
La mancata somministrazione dei farmaci per la rianimazione
La mancata somministrazione della dose giusta di Flumanezil.
Anche se Murray ha somministrato i farmaci che ha dichiarato, ha lasciato la stanza per fare delle telefonate o per utilizzare il bagno e Michael se ne è andato in overdose. Questo crea una deviazione estrema nello standard di cura. Se Murray pensava che Michael stava sviluppando dipendenza, se sapeva che a Michael “piaceva” Propofol, è lecito ritenere, che abbiamo un paziente ad alto rischio. Quindi, se il paziente non è soddisfatto della dose che gli hai dato, c'è la possibilità che il paziente possa raggiungere il Propofol quando lasciate la stanza. Questo è come lasciare una siringa piena di eroina ad un eroinomane. Si tratta di una deviazione estrema dallo standard di cura. Anche se il paziente non è un tossicodipendente, lasciando al paziente libero accesso al Propofol è una deviazione estrema nello standard di cura.
OSSERVAZIONI DI MICHAEL FLANAGAN:
Concentrazione di Propofol nello stomaco = 0.00186mg/ml
Concentrazione di lidocaina nello stomaco = 0.0228mg/ml
I livelli nei campioni di sangue sono stati misurati in ug / ml
Abbiamo bisogno di convertire i livelli di concentrazione da mg (milligrammi) al ug (microgrammi)
1 ug = 1/1000mg
Le Conversioni prima della pausa pranzo erano SBAGLIATE
I livelli di concentrazione corretti sono:
Concentrazione di Propofol nello stomaco = 1.86ug/ml
Concentrazione di lidocaina nello stomaco = 22.8ug/ml
Il livello di lidocaina nello stomaco è 40 volte superiore a quello del sangue (prelevato) in ospedale.


Intanto crescono le domande sulla sua morte: siamo sicuri che il cantante sia scomparso? Ci sono molti dubbi, ma come accadde per i noti personaggi come Jim Morrison e altri, si crede ancora che il cantante sia vivo.
Sulla morte di Michael è stato scritto anche un libro, intitolato “Michael Jackson – Una morte poco chiara”, di Mirjana Kovacic.
L’autrice, Mirjana Kovacic, in questo suo libro racconta le stranezze e le incongruenze che si sono susseguite dal giorno della scomparsa del re del pop, Michael Jackson. Tantissime persone credono fermamente che Michael Jackson sia ancora vivo e, le notizie raccolte in questo libro, riescono a suscitare qualche interrogativo in merito ad una possibile esistenza di un’altra verità ancora oggi nascosta.

venerdì 9 settembre 2011

Iniziato il processo per la morte di Michael Jackson



Il re del pop si è spento più di due anni fa ma, le incognite intorno alla sua morte non sono ancora state chiarite e, soprattutto, il ruolo del medico Conrad Murray non ancora precisato.

Proprio oggi, però, è iniziato il processo contro il medico curante di Michael Jackson, unico imputato riguardo alla morte del cantante e ballerino. Dopo una lunga fase di selezione e di pratiche burocratiche doverose, il cuore del processo si dovrebbe raggiungere fra circa una settimana. A quanto detto dai familiari di Michael Jackson e soprattutto dalla sorella Janet, il processo dovrebbe durare dalle quattro alle sei settimane. Visto l’importanza del caso e soprattutto il grande peso mediatico degli eventi, si presume che il processo verrà abbastanza per le lunghe e dunque, il dibattito, occuperà all’incirca un mese e mezzo.

Il processo, fino qualche giorno fa, aveva rischiato di essere spostato ancora una volta, in seguito alla richiesta della difesa di tenere la giuria in isolamento. La richiesta, seppur singolare, è stata promossa dal fatto che la morte di Michael Jackson è uno dei casi più discussi e più emblematici di questi ultimi anni e, la giuria, avrebbe potuto sentire talmente tanto il peso degli eventi da esserne manipolata. Gli avvocati di Murray hanno portato la richiesta dell’isolamento davanti alla corte d’appello Californiana che, però, ha immediatamente respinto la domanda.

Conrad Murray, medico di Michael Jackson, sarebbe il colpevole della morte del re del pop in quanto, unica persona presente nel giorno del decesso della popstar, il 25 giugno 2009. Il medico, a seguito di richieste insistenti di Michael Jackson, gli avrebbe fornito una potente dose di anestetico, il Propofol che, durante l’autopsia è stato ritenuto come causa principale del decesso. Il medico, attualmente, rischia fino a quattro anni di detenzione ma, la difesa di Murray punterà inevitabilmente sulla dipendenza da sedativi e farmaci di Jackson.

Nel frattempo, proprio in questi giorni è giunta la notizia che Tito e Rebbie Jackson, fratelli dell’artista, sembrerebbe si siano rivolti a David Gest per organizzare un evento in alternativa alla manifestazione di Cardiff. I fratelli sono già impegnati con Gest per l’organizzazione di alcuni concerti in memoria di Michael Jackson con date che dovrebbero essere rese note proprio fra pochi giorni ma toccheranno sia il Regno Unito che l’Europa.

I fratelli di Michael, a quanto pare, non sembrano trovarsi molto d’accordo su come onorare la memoria del re del pop; la madre Katherine Jackson sta infatti organizzando l’evento di Cardiff di cui abbiamo ampiamente parlato nelle scorse settimane. La madre ha più volte sottolineato che spera di portare alla manifestazione anche i due figli maggiori della star: Prince di quattordici anni e Paris di tredici anni. La prima voce ad opporsi a questa manifestazione è stata Janet Jackson che, qualche settimana fa, aveva rilasciato pubblicamente una dichiarazione in cui spiegava che l’evento si sarebbe tenuto in concomitanza con il processo e, proprio per questo motivo non lo reputava opportuno.

Ora, dunque, sembrano aggiungersi anche altre due voci ossia quelle di Jermaine e Randy, anch’essi fratelli di Jackson che hanno approvato la scelta di Janet di non partecipare all’evento proprio per rispetto del processo attualmente in corso.

La manifestazione è fissata per l’8 ottobre e, al momento, le star che hanno dato la loro adesione al progetto sono state Beyoncé, Christina Aguilera e Cee Lo Green. Intanto, non si ferma la discussione mediatica attorno alla sospetta morte di Michael Jackson; proprio in questi giorni, infatti, è stato messo in evidenza un libro prodotto da Mirjana Kovacic intitolato “Michael Jackson – Una morte poco chiara” dove l’autrice spiega minuziosamente le incongruenze che vi sono state dopo la presunta morte di Michael. Come accadde già per altri noti personaggi del mondo dello spettacolo, primo fra tutti Jim Morrison, Kovacic insinua il dubbio sulla reale morte di Jackson e su una possibile verità tenuta nascosta.

Fonte http://www.melodicamente.com/iniziato-processo-morte-michael-jackson/